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Capricorn One

Capricorn One: Il set dove è morta la verità Il dubbio come forma d'arte Nel 1969, il mondo intero rimase sospeso davanti al bagliore bluastro dei televisori, testimone di un "piccolo passo" che sembrava aver sigillato il primato della democrazia americana sulla frontiera infinita. Eppure, meno di un decennio dopo, quell'estasi collettiva si era già decomposta in un cinismo acido e granuloso. Il 1978 non è più l'anno della meraviglia, ma quello della disillusione post-Vietnam, dove l'immagine non è più prova di realtà, ma suo simulacro. Capricorn One emerge da questo solco, ponendo una domanda che ancora oggi perseguita il nostro rapporto con i media: se la verità è solo un segnale video trasmesso su scala planetaria, quanto è facile costruirla artificialmente in uno studio nel deserto per nascondere un fallimento sistemico? La pellicola di Peter Hyams non si limita a narrare un complotto; trasforma il sospetto in un’estetica della paranoia, suggerendo che l...

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